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<title>GiovanniCassano.it</title><link>http://www.giovannicassano.it/dblog/</link>
<description>GiovanniCassano.it - Energy management, risparmio energetico, uso razionale dell'energia, sostenibilità</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare]]></title>
	<description><![CDATA[<p class="titolo"><span class="legge">DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 - Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010 - Suppl. Ordinario n.45) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/03/2010</span></p>
<p><a href="/public/dblog/file/Parte di provvedimento in formato grafico.pdf">scarica pdf</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=417]]></link>
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	<dc:date>2010-03-09T21:34:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Solo energia pulita!]]></title>
	<description><![CDATA[<p><object height="344" width="425">
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	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=416]]></link>
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	<dc:date>2010-02-27T17:28:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Bolletta nucleare costi stellari: azione di Greenpeace su flickr]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Articolo tratto da ecoblog</p>
<p align="left"><img height="188" align="left" width="200" src="http://static.blogo.it/ecoblog/bollettanucleare_01.jpg" alt="" />Greenpeace si mobilita  contro la bolletta nucleare e lo fa a modo suo, con: <a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/partecipa-bolletta-nucleare">la bolletta nucleare non la voglio</a>,  in cui chiede il passaparola attraverso lo scatto di una foto <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/bolletta-nucleare">corredato dalla bolletta</a>,  da caricare poi su <a href="http://www.flickr.com/groups/1288037@N22/">flickr</a>.</p>
<p>Scrive <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/bolletta-nucleare">Greenpeace</a>:</p>
<blockquote>
<p><strong>E allora quanto coster&agrave; effettivamente l&rsquo;elettricit&agrave; dal nucleare?</strong><br />
&Egrave; una bella domanda. Le ultime stime per un reattore EPR nuovo (come quelli che l&rsquo;Enel vorrebbe costruire in Italia) indicano fino a 4,8 miliardi di euro per 1000 MW. Se prendiamo questo dato, allora un kilowattora da nucleare costerebbe circa 14 centesimi di euro, tre volte quanto il costo pagato oggi alla Borsa Elettrica.<br />
<strong>E allora perch&eacute; il nucleare in Francia conviene?</strong><br />
Perch&eacute; la maggior parte dei reattori francesi sono stati realizzati dallo Stato negli anni &lsquo;60-&rsquo;70, e dopo quarant&rsquo;anni i costi sono stati ammortizzati. &Egrave; come per l&rsquo;idroelettrico in Italia: le centrali idroelettriche realizzate nel secolo scorso producono oggi l&rsquo;energia elettrica pi&ugrave; economica, ma nessuno si metterebbe a costruire una nuova diga adesso, perch&eacute; avrebbe costi esorbitanti rispetto a fonti fossili e fonti rinnovabili.<br />
<strong>E i costi di smantellamento e gestione delle scorie radioattive?</strong><br />
Nel caso della Gran Bretagna, i costi per la gestione delle scorie hanno prodotto un buco nei conti pubblici di 90 miliardi di euro.<br />
In Italia lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari coster&agrave; circa 4 miliardi di euro che stiamo gi&agrave; pagando in bolletta, attraverso la componente &ldquo;A2&rdquo;. Molto probabilmente questi soldi non basteranno, e lo Stato dovr&agrave; farsi carico di ulteriori spese. Il nucleare &egrave; un pericoloso costo per la collettivit&agrave;: le aziende fanno profitti nell&rsquo;immediato, mentre i cittadini sosterranno i rischi e i costi delle scorie radioattive nel lungo periodo.</p>
</blockquote>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=415]]></link>
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	<dc:date>2009-10-19T18:43:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La green economy come risposta alla crisi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>“Abbiamo deciso di investire ingenti risorse sulle politiche per l’energia perch&eacute; gli obiettivi fondamentali che abbiamo perseguito sono, oltre alla riduzione della dipendenza energetica da gas e petrolio e la conseguente riduzione delle emissioni inquinanti, la costruzione di una filiera industriale forte sull’energia in Piemonte, che contribuisca in modo profondo alla crescita del Pil e alla diversificazione del nostro tessuto economico, rendendoci indipendenti dalle importazioni”.</p>
<p>“Non mi stancher&ograve; mai di ripetere – aggiunge la Presidente – che il nostro orientamento non ha nulla a che fare con l’ambientalismo del no. L’obiettivo non &egrave; la realizzazione di una societ&agrave; pauperistica. Anzi: le tecnologie che assicurano la produzione di energia da fonti rinnovabili creeranno posti di lavoro di alta qualit&agrave;, ben retribuiti e non precari. Cos&igrave; come il risparmio energetico non si tradurr&agrave; soltanto in pur necessari comportamenti virtuosi, ma anche in prodotti industrialmente sofisticati che richiederanno tecnici e artigiani di alto livello”.</p>
<p>La green economy si rivela a questo punto come uno strumento da utilizzare non soltanto per proteggere il pianeta dai cambiamenti climatici, ma anche affrontare in modo efficace la crisi economica e occupazionale.</p>
<p>Una risposta non a una crisi, ma a pi&ugrave; crisi. In una Regione poi, che per anni ha vissuto di industria, il discorso incrocia direttamente il futuro dell’auto e della mobilit&agrave;: l’amministrazione pubblica ha promosso investimenti sull’idrogeno, come dimostra il prototipo del veicolo Phylla (che sfrutta l’energia del sole), ma non solo. Spiega Bresso: “Presto avremo una flotta pubblica di dieci auto ad idrogeno, prodotte con General Motors”. Nel frattempo, all’Envy Park verr&agrave; installato il primo distributore di questo nuovo carburante e l’idea &egrave; studiare forme di trasporto collettivo.</p>
<p>Per quanto riguarda l’edilizia infine, Bresso sottolinea che &egrave; stata accettata la sfida del piano casa varato dal governo, ma in chiave di ecoefficienza, di riduzione delle emissioni, di edilizia sostenibile.</p>
<p>Le nostre imprese si stanno muovendo per adattare  le tecnologie con innovazioni di prodotto che rispondano alle esigenze dei clienti”.</p>
<p>Uniamo le energie dunque. Perch&eacute; per la prima volta nella storia dell’industria si pu&ograve; lavorare per un mondo pi&ugrave; sano senza dover rinunciare ad un Piemonte pi&ugrave; ricco.</p>
<div>Mercedes Bresso – Presidente della Regione Piemonte</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=414]]></link>
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	<dc:date>2009-10-18T15:26:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'energia e l'esempio di Alessano]]></title>
	<description><![CDATA[<object data="http://www.youtube.com/v/KZ9w_gkCwgo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364"><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true" /> <param name="allowscriptaccess" value="always" /> <param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KZ9w_gkCwgo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /> <param name="allowfullscreen" value="true" /></object>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=413]]></link>
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	<dc:date>2009-10-16T16:27:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Centrale Enel-Brindisi vertice per riduzioni emissioni Co2]]></title>
	<description><![CDATA[<p>tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 12/10/2009</p><p><font color="#000000"><img hspace="5" height="170" align="left" width="215" vspace="5" src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/30869_6.jpg" alt="" />''Dopo un lungo braccio di ferro che &egrave; durato un bel p&ograve; di anni e che vedeva da un parte Regione, Provincia e Comune e dall&rsquo;altra Enel, si sta arrivando a un piano di fattibilit&agrave; che tenga conto innanzitutto della riduzioni delle emissioni di Co2 e della salute dei cittadini; e dall&rsquo;altra parte la salvaguardia del territorio e la riduzione del contenzioso che attiene ai terreni intorno all&rsquo;Enel&rdquo;. <br />
<br />
Lo ha detto il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone, al termine dell&rsquo;incontro odierno tra i vertici dell&rsquo;Enel, il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, e il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, e rappresentanti della Regione Puglia.&nbsp;<br />
<br />
&ldquo;E' stato un incontro interlocutorio &ndash; ha spiegato Capone &ndash; nel quale si &egrave; deciso di avviare la definizione dell&rsquo;accordo di programma previsto dall&rsquo;articolo 1 della legge 31 regionale, tramite un protocollo di intesa impegnativo da subito sulla riduzione delle emissioni&rdquo;.&nbsp;<br />
<br />
&ldquo;Enel si &egrave; impegnata &ndash; ha aggiunto &ndash; a presentare a un tavolo tecnico, marted&igrave; 20 ottobre, propedeutico al tavolo tecnico politico fissato per il 26 a Brindisi. E la possibilit&agrave; di un accordo compensativo tra l'energia che produce l&rsquo;Enel, adesso con fonti fossili, e invece la produzione di energia rinnovabile a detrazione della complessiva energia prodotta&rdquo;. &ldquo;Le scelte di Enel &ndash; ha concluso &ndash; saranno proposte a questo tavolo, cos&igrave; noi saremo in grado di giungere a un esame concreto per un accordo di programma che metta al primo posto la salute del cittadino&rdquo;.<br />
<br />
<br />
<strong>MENNITTI: BILANCIARE SALUTE E INTERESSI<br />
</strong><br />
- ''Bisognera' operare per fare in modo che ci sia una compatibilit&agrave; tra gli interessi della societ&agrave; e la salute dei cittadini&rdquo;. Lo ha sottolineato il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, a margine dell&rsquo;incontro tra Enel e Regione Puglia, oggi a Bari, per discutere in particolare sulla situazione relativa alla centrale a carbone di Cerano (Brindisi). <br />
&ldquo;Stiamo tentando &ndash; ha spiegato &ndash; di tradurre intese chiare su due fronti: uno &egrave; assicurare che la societ&agrave; possa produrre con serenit&agrave;; l&rsquo;altro per tutelare la salute dei cittadini nel rispetto dell&rsquo;ambiente&rdquo;. &ldquo;Abbiamo gi&agrave; stabilito &ndash; ha concluso - un incontro tecnico a Bari, e poi uno politico a Brindisi, dai quali sar&agrave; possibile trarre delle conclusioni&rdquo;.</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=412]]></link>
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	<dc:date>2009-10-12T20:14:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[È nato un Progetto europeo per superare gli ostacoli burocratici nel settore dell'energia solare]]></title>
	<description><![CDATA[<p>tratto da ilpannellofotovoltaico.com</p>
<p><em>Un gruppo di ricercatori di Repubblica Ceca, Italia, Spagna, Polonia e altri paesi, guidati dalla Renewable Energy Association (REA), ha avviato il progetto &quot;PV LEGAL&quot;, al fine di capire e analizzare quali siano le problematiche pi&ugrave; ricorrenti nell'installazione e nel collegamento degli impianti fotovoltaici.</em><input type="image" hspace="5" height="90" align="left" width="100" vspace="5" src="http://www.alternativasostenibile.it/ckfinder/userfiles/images/Solare_Europa.png" /></p>
<p>Oramai &egrave; un dato di fatto che anche i maggiori detrattori dovrebbero ammettere, seppure a denti stretti: l'energia solare piace e comincia a voler essere utilizzata pi&ugrave; di quella tradizionale ottenuta dal petrolio o dal gas.<br />
I motivi per cui la popolazione europea si sta sempre pi&ugrave; innamorando delle nuove fonti rinnovabili sono dati dalla loro convenienza, in termini di costi, dal fatto che rispettano e tutelano l'ambiente, perch&eacute; sono sicure. Anche se in molti temono le procedure burocratiche nelle cui pieghe si nasconde un innegabile elemento di scetticismo e insoddisfazione.<br />
Ed ecco che un gruppo di ricercatori di Repubblica Ceca, Italia, Spagna, Polonia e altri paesi, guidati dalla Renewable Energy Association (REA), ha avviato il progetto &quot;PV LEGAL&quot;, proprio al fine di capire e analizzare quali siano le problematiche pi&ugrave; ricorrenti nell'installazione e nel collegamento degli impianti fotovoltaici.<br />
Il consorzio &egrave; costituito da 13 gruppi industriali nazionali e dall'Associazione europea dell'industria fotovoltaica (EPIA). Coordinatore del progetto &egrave; l'Associazione tedesca dell'industria solare (BSW-Solar), e ne fanno anche parte l'Associazione nazionale italiana dell'industria fotovoltaica (Assosolare), l'Associazione ellenica delle aziende fotovoltaiche (HELAPCO), l'Associazione slovena dell'industria fotovoltaica (ZSFI), l'Agenzia ceca per l'energia rinnovabile, l'olandese Holland Solar e la Societ&agrave; polacca per il fotovoltaico.<br />
Una delle domande cui si cercher&agrave; di dare risposta &egrave;, ad esempio, perch&eacute; l'installazione di un impianto fotovoltaico pu&ograve; richiedere da alcune settimane fino ad alcuni anni...<br />
Ebbene, i ricercatori procederanno dapprima con la creazione di una banca dati che potr&agrave; essere utilizzata come bacino di pescaggio per confrontare e analizzare le diverse esperienze, i problemi insorti nelle diverse fasi di installazione e di connessione alla rete.<br />
L'esito delle ricerche dovrebbe condurre a capire quali siano i reali problemi applicativi per riuscire a superare gli ostacoli, oltre che tecnici, soprattutto normativi, che ancora si frappongono al decollo definitivo dell'energia solare, per riuscire a raggiungere l'ambizioso risultato di fornire, con i sistemi solari, fino al 12% del fabbisogno totale di energia in Europa, entro il 2020.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=411]]></link>
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	<dc:date>2009-10-10T21:53:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La miopia degli ambientalisti salentini]]></title>
	<description><![CDATA[<div>La “green economy” per gli ambientalisti salentini &egrave; pericolosa, produce danni all’ambiente, tanto da arrivare a parlare di un pericolosissimo neo-colonialismo energetico. E cos&igrave; vengono sprecate “energie” per le vere lotte che si dovrebbero fare a difesa del territorio e dei cittadini.</div>
<p></p>
<div>La foto del <a href="http://www.nuovamessapia.it/territorio-e-ambiente.html">campo fotovoltaico di Soleto</a>, non lascia dubbi di interpretazione: chi scrive ha del risentimento (probabilmente personale), la fotografia &egrave; scattata in prossimit&agrave; dei pannelli fotovoltaici. Non &egrave; semplice avvicinarsi in quel modo, ragion per cui molto probabilmente &egrave; stata scattata da qualche addetto alla sicurezza o forse da qualche tecnico o operaio mal pagato, ma queste sono solo mie personali supposizioni. L'idea pi&ugrave; originale a cui riesco a pensare &egrave; che ci sia un nuovo Fabrizio Corona, che armato di teleobiettivo va a rubare momenti di privacy nell’accoppiamento tra i caldi raggi solari e la superficie scura e un po’ ruvida di un pannello fotovoltaico, incurante dei sistemi di videosorveglianza e di allarme installati a proteggere investimenti di milioni di euro.</div>
<div>Il problema, per gli ambientalisti salentini sembra essere che i campi fotovoltaici deturpino in modo irreparabile le campagne abbandonate non solo dai nostri genitori, ma addirittura dai nostri nonni (spesso costretti ad emigrare per guadagnare il necessario per la propria famiglia). Certo &egrave; risaputo i salentini sono cittadini poco attenti in generale ed in modo particolare ai propri interessi economici, anzi sono proprio degli sprovveduti proprietari terrieri, grossi latifondisti che vendono e affittano le proprie propriet&agrave; che valgono oro per pochi spiccioli alle grandi multinazionali. Ed in tanto negli anni passati si sono guadagnati un posto d'onore con le costruzioni abusive. La realt&agrave;, almeno quella che vivo quotidianamente mi sembra una altra: ci sono aziende salentine che non riescono ad avere il tempo per soddisfare le richieste di preventivi per realizzare le strutture in acciaio zincato di sostegno ai pannelli fotovoltaici, cos&igrave; come quelle che fanno le recinzioni, ed immagino che la stessa cosa valga per elettricisti riconvertiti all'energie rinnovabili. Ma questi sono sicuramente dei raccomandati, piccole aziende piazzate l&igrave; dalle multinazionali dell’energia.</div>
<div>E cos&igrave; mentre a <a href="http://www.ecoblog.it/post/9068/colloqui-di-dobbiaco-dal-2020-la-provincia-autonoma-di-bolzano-annuncia-lautarchia-energetica">Dobbiaco</a> si parla di autarchia energetica per la provincia di Bolzano, da noi si continuano a portare avanti battaglie sbagliate.</div>
<div>Nel frattempo, a causa della crisi finanziaria, c'&egrave; anche chi &egrave; costretto alle “ferie” forzate, come i dipendenti di <a href="http://www.brundisium.net/notizie/shownotiziaonline.asp?id=27143"><span>Edipower</span></a> di Brindisi, non c’&egrave; niente per cui esultare da questa notizia,</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=410]]></link>
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	<dc:date>2009-10-06T12:06:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Corso di HTML e CSS]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Questo post non &egrave; molto attinente con il mio blog, almeno in apparenza.</p>
<p>Daniele (alias Marlenek) autore del motore del blog che utilizzo, sta organizzando un corso di HTML e CSS a Milano, cos&igrave; ho pensato che era un gesto carino pubblicare questa notizia.</p>
<p><a href="http://www.corsodihtml.it/">http://www.corsodihtml.it/ </a>qui trovate tutte le informazioni che possono esservi utili.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=409]]></link>
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	<dc:date>2009-09-23T23:13:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'ira di Vendola dopo il sì all'ampliamento dell'Eni di Taranto]]></title>
	<description><![CDATA[<p><input type="image" hspace="5" height="360" align="left" width="240" vspace="5" src="http://static.blogo.it/ecoblog/nichivendolacontroberlusconi.jpg" />E' di qualche giorno fa la notizia del decreto di VIA firmato dal ministro Prestigiacomo per l'ampliamento della centrale ENI di Taranto.</p>
<p><em>&laquo;La citt&agrave; di Taranto ha il diritto di ribellarsi all&rsquo;ennesima provocazione del governo Berlusconi: quella del ministro dell&rsquo;Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha autorizzato la Valutazione d&rsquo;impatto ambientale (Via) per l&rsquo;ampliamento della centrale elettrica dell&rsquo;Eni&raquo;</em>. Lo ha detto il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola, a margine di una conferenza che si &egrave; tenuta alla Fiera del Levante. <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/politica/2009/16-settembre-2009/taranto-ampliamento-centrale-enivendola-la-citta-ha-diritto-ribellarsi-1601775417792.shtml">Corriere del Mezzogiorno</a></p>
<p></p>
<p>In questi giorni, leggo e studio il PERS (Piano Energetico della Regione SIcilia) ed ho trovato degli articoli che in quel grosso faldone che &egrave; invece il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale della Puglia) non sono riuscito a trovare. In particolare si tratta di alcuni articoli e relativi commi, che riporto di seguito:</p>
<p>&quot;<em>&egrave; esigenza della Sicilia, la quale partecipa per oltre il 40% alla raffinazione nazionale subendone impatti ambientali di forte rilievo assolutamente non proporzionati a quelle delle altre regionni del Paese, essere destinataria di misure compensative dall'UE e dallo Stato da individuare anche tra quelle di natura fiscale</em>&quot;;</p>
<div>e il comma successivo dice:</div>
<div>&quot;<em>il tasso di immissione in atmosfera di CO2 deve, comunque - soprattutto nelle aree ad alto rischio di crisi ambientale - essere tendenzialmente ridotto in rapporto alla produzione di energia rinnovabile realizzata</em>&quot;.</div>
<p>prosegue ancora con:</p>
<div>&quot;<em>la Regione intende intraprendere le azioni necessarie perch&egrave; le industrie operanti nei settori ad alta intensit&agrave; di emissioni di composti del carbonio e dello zolfo adeguino i propri impianti a nuove tecnologie e utilizzino combustibili atti a determinare una progressiva riduzione finalizzata alla sostenibilit&agrave; ambientale nel senso riservandosi l'istituzione appositi organismi centralizzati di coordinamento e vigilanza</em>&quot;;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>ed andando avanti nella lettura si legge:</div>
<div>
<p>&quot;<em>la Regione &egrave;&nbsp;comunque impegnata ad ogni azione perch&egrave; le energie derivanti da fonti alternative o rinnovabili costituiscano elemento sostitutivo delle risorse energetiche di produzione tradizionale al fine di diminuire fonti e cause di inquinamento e, cos&igrave;, contribuire al riequilibrio ambientale del territorio</em>&quot;.;</p>
<p>e si potrebbe andare avanti per tutte e 25 le pagine del Piano. Invito tutti quelli che capiteranno tra queste pagine a trovare nel <a href="http://www.regione.puglia.it/index.php?page=progetti&amp;opz=downfile&amp;id=319">PEAR</a> Pugliese le stesse frasi.</p>
<p>Ad essere sincero devo dire che si tratta di una interessante analisi dello stato attuale o di quello che era lo stato attuale. Ma niente altro.</p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=408]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=408</guid>
	<dc:date>2009-09-19T15:47:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Se il contatore dell'ENEL non è marcato CE]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Questa mattina, mi sono ritrovato a tu per tu con il contatore di casa, volevo fare la lettura da comunicare al mio fornitore di energia. Ed &egrave; stato in quel momento che mi sono reso conto di un particolare al quale non ci avevo fatto troppo caso.</p>
<p>Sul sito dell'ENEL a proposito del contatore si legge: &quot;<em>Il contatore elettronico &egrave; equiparabile a qualsiasi dispositivo elettronico di uso domestico (per es. il personal computer). Come per questi dispositivi, anche per il contatore elettronico la normativa europea specifica i limiti massimi delle emissioni elettromagnetiche. Il contatore elettronico rispetta tali limiti ed &egrave; certificato dagli organismi competenti (marchio CE).</em></p>
<p><em>L'impatto delle emissioni elettromagnetiche di un contatore verso un portatore di pace maker &egrave; assimilabile a quello di un qualsiasi altro dispositivo elettronico di uso domestico. Pertanto &egrave; consigliabile sottostare alle stesse precauzioni che si hanno nei confronti di un qualsiasi dispositivo elettronico di uso comune (per es. il personal computer).</em>&quot;.</p>
<p>Il contatore non riporta il simbolo della marcatura CE, bens&igrave; quello di Chinese Export.</p>
<p>Ed ecco a voi l'immagine del contatore:</p>
<p align="center"><img hspace="5" alt="" vspace="5" align="middle" width="400" height="300" src="/public/dblog/image/IMGP4440_1.jpg" /></p>
<p align="left">Per chiarezza di informazione riporto le due diverse marcature:</p>
<p align="center"><input hspace="5" vspace="5" align="middle" src="/public/dblog/image/CEchina.gif" width="211" height="111" type="image" /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=407]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=407</guid>
	<dc:date>2009-09-13T13:31:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ed anche le energie rinnovabili possono portare distruzione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Con la memoria, leggendo il numero di vittime e le parole &quot;origini in accertamento&quot; torno ai giorni di Chernobyl, ed il primo pensiero &egrave; una amara considerazione: non esistono tecnologie sicure se dall'altra parte c'&egrave; l'incuria dell'uomo, la ricerca del massimo profitto.</p>
<p>Di seguito l'articolo comparso sul <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_agosto_17/russia_stazione_idroelettrica_69bcf642-8b17-11de-8977-00144f02aabc.shtml">corriere della sera</a> online.</p>
<p><strong>Incidente in centrale idroelettrica russa</strong></p>
<p>Parziale inondazione della sala macchine a causa di una rottura. Il fiume Yenisei a rischio inquinament</p>
<p>Si aggrava di ora in ora il bilancio dell'incidente che ha bloccato la produzione della centrale idroelettrica russa Sayano-Shushenskaya, in Khakassia (Siberia Orientale), la pi&ugrave; grande del Paese e la quarta pi&ugrave; grande del mondo. Otto persone sono morte, una decina sono rimaste ferite e 68 al momento risultano disperse, secondo quanto riferisce il ministero delle Situazioni d&rsquo;emergenza Andrei Kluiev, citato da radio Echo di Mosca. Tutte le vittime lavoravano nell'impianto. L'incidente &egrave; avvenuto alle 3.42 ora di Mosca (1:42 in Italia) e ha causato una parziale inondazione della sala macchine: a provocarlo &egrave; stata una rottura idraulica, le cui origini sono in corso di accertamento. Il ministro delle Situazioni d&rsquo;emergenza Sergei Shoigu ha smentito comunque che la diga sia distrutta, ma ha ammesso che &laquo;ci vorranno anni&raquo; per riparare la centrale.</p>
<p><strong>STABILIMENTI DI ALLUMINIO SENZA ELETTRICIT&Agrave;</strong> - A causa dell'incidente diversi stabilimenti di alluminio della zona sono rimasti senza elettricit&agrave;. Le autorit&agrave; hanno escluso pericoli per la popolazione, che non &egrave; stata evacuata. Secondo i responsabili della centrale, ora la situazione &egrave; sotto controllo. La centrale, aperta nel 1978, ha una capacit&agrave; di 6.400 Mw e una produzione annuale di 23.500 Gmh (energia potenziale). L'impianto sfrutta una diga alta 245 metri con una lunghezza di cresta di 1066 metri, che forma una riserva d'acqua di 31 km quadrati. Dispone di una decina di turbine e alimenta diverse imprese di alluminio, tra cui alcune della Rusal, la pi&ugrave; grande societ&agrave; al mondo del settore.</p>
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<p><strong>RISCHIO AMBIENTALE - </strong> L'incidente preoccupa il ministero delle Risorse naturali e dell&rsquo;Ecologia russo: gli olii dei trasformatori della centrale di Sayano-Shushenskaya stanno infatti inquinando il fiume Yenisei. Lo scrive l&rsquo;agenzia di stampa Interfax. &laquo;Una grande quantit&agrave; di olii s&rsquo;&egrave; versata lungo cinque chilometri nel fiume Yenisei&raquo;, ha comunicato il ministero.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=406]]></link>
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	<dc:date>2009-08-17T15:57:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Pubblicata la EN 16001: Sistemi di gestione per l'energia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Circa l&rsquo;80% dell&rsquo;energia consumata nell&rsquo;Unione europea <strong>deriva da combustibili fossili</strong>: petrolio, gas naturale e carbone. Le ricadute ambientali di questo sistema, unitamente a questioni di sicurezza e alle inevitabili implicazioni economiche, rendono essenziale un uso pi&ugrave; razionale e una migliore gestione complessiva dell&rsquo;energia, per giungere a un reale sviluppo sostenibile. La norma <strong>EN 16001 &quot;Sistemi di gestione per l&rsquo;energia &ndash; Requisiti con guida all&rsquo;applicazione&quot;</strong> &egrave; la risposta adeguata. Una norma che rappresenta il complemento &quot;energetico&quot; di altri due prodotti normativi ormai affermati, la <strong>UNI EN ISO 9001</strong> sui sistemi di gestione per la qualit&agrave; e la <strong>UNI EN ISO 14001</strong> sui sistemi di gestione ambientale.</p>
<div align="justify">Il documento, sviluppato dalla Task Force <strong>CEN/CENELEC TF 189</strong> il cui coordinamento &egrave; stato affidato da UNI al Comitato Termotecnico Italiano (CTI), specifica i requisiti per un sistema di gestione dell&rsquo;energia e mette in grado un&rsquo;organizzazione di avere un approccio sistematico per un miglioramento continuo delle proprie prestazioni energetiche: un miglioramento che si traduce in <strong>un uso pi&ugrave; efficiente e pi&ugrave; sostenibile dell&rsquo;energia</strong>, indipendentemente dalla sua tipologia. La norma di per s&eacute; non definisce specifici criteri prestazionali relativi all&rsquo;energia. La EN 16001 aiuter&agrave; semplicemente le imprese che intendono adottarla ad organizzare sistemi e processi volti al miglioramento dell&rsquo;efficienza energetica: una gestione che porta a benefici economici e alla riduzione delle emissioni di gas serra. <strong>Si tratta di un documento tecnico utile per le imprese di qualsiasi dimensione e di qualsiasi tipologia</strong>, che &egrave; in grado di adattarsi a svariate condizioni geografiche, culturali e sociali. La EN 16001 pu&ograve; essere adottata indipendentemente o integrarsi perfettamente con altri sistemi di gestione. Per facilitarne l&rsquo;uso, la struttura della norma &egrave; simile a quella della celebre <strong>ISO 14001</strong> (sui Sistemi di Gestione Ambientale) e segue la stessa metodologia del Plan-Do-Check-Act, rendendo quindi molto semplice l&rsquo;integrazione tra i due diversi sistemi.<br />
<br />
<u>In pratica la nuova norma EN 16001 si applica alle organizzazioni che desiderano</u>:<br />
<br />
&nbsp;&nbsp; 1. migliorare le proprie prestazioni energetiche in modo sistematico<br />
&nbsp;&nbsp; 2. organizzare, sviluppare, mantenere e migliorare un sistema di gestione dell&rsquo;energia<br />
&nbsp;&nbsp; 3. assicurarsi che questo sia conforme alle proprie politiche energetiche dichiarate<br />
&nbsp;&nbsp; 4. dimostrare tale conformit&agrave;<br />
&nbsp;&nbsp; 5. ottenere la certificazione del proprio sistema di gestione dell&rsquo;energia da parte di un&rsquo;organizzazione terza<br />
&nbsp;&nbsp; 6. fare una auto-valutazione e una auto-dichiarazione di conformit&agrave; alla norma<br />
<br />
<u>Chi dovrebbe utilizzare la EN 16001?</u><br />
Principalmente le organizzazioni che consumano quantit&agrave; significative di energia, gli ingegneri e i consulenti che operano nel settore dell&rsquo;energia e in genere figure sia pubbliche che private. A differenza di una qualsiasi linea guida che fornisce un generico supporto per lo sviluppo di un sistema di gestione per l&rsquo;energia,<strong> la norma EN 16001 garantisce la possibilit&agrave; di un percorso di certificazione di conformit&agrave; o di auto-dichiarazione</strong>, in totale analogia alla UNI EN ISO 9001 o UNI EN ISO 14001.<br />
<br />
Pubblicata dal CEN il <strong>1&deg; luglio 2009</strong>, la norma EN 16001 sar&agrave; adottata in ambito nazionale da UNI <strong>entro la fine dell&rsquo;estate</strong>. Si sottolinea l'importanza di questo documento che nasce proprio per facilitare il perseguimento degli obiettivi della Direttiva 2006/32/CE concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio nel cui testo di recepimento nazionale (<em>Decreto Legislativo n. 115/08, art. 16</em>) si fa espressamente riferimento &quot;<em>... all'adozione di apposita norma tecnica sui 'sistemi di gestione dell'energia' da parte di UNI-CEI, cui seguir&agrave;<strong> una procedura di certificazione per tali sistemi</strong> da approvare con successivo decreto</em>&quot;. Il tema della gestione dell&rsquo;energia non si esaurisce con la EN 16001: recentemente si &egrave; chiusa l&rsquo;inchiesta pubblica CEN sul prEN 15900 &quot;<strong><em>Energy efficiency services - Definitions and essential requirements</em></strong>&quot; - i cui lavori sono svolti da un Gruppo di Lavoro a coordinamento italiano, affidato da UNI al CTI, e sotto la supervisione della citata Task Force 189 - che si prefigge l'obiettivo di costituire un riferimento per appropriati schemi di certificazione, di accreditamento o di qualificazione per fornitori di servizi energetici e di fornire una guida utile sia per clienti che per fornitori di servizi di efficienza energetica.<br />
<br />
Per completare il quadro di un programma normativo a 360&deg; che si pone l&rsquo;obiettivo di mettere a disposizione degli operatori un pacchetto completo di norme sulla gestione e l&rsquo;efficienza energetica <u><strong>entro la fine dell&rsquo;anno, a livello puramente nazionale verranno presto messi in inchiesta pubblica due progetti di norma UNI, uno relativo alle ESCO &ndash; societ&agrave; che forniscono servizi energetici - e uno relativo agli esperti in gestione dell'energia, meglio conosciuti come energy manager</strong></u>. Entrambe le norme sono richieste dal citato <strong>articolo 16 del D.Lgs. 115/2008</strong> che, anche in questo caso, prevede la successiva approvazione di procedure per la certificazione volontaria.<br />
<strong><br />
Fonte:</strong> eliosingegneria.it</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=405]]></link>
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	<dc:date>2009-08-05T11:25:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Energie rinnovabili, in arrivo norme più semplici]]></title>
	<description><![CDATA[<p>articolo tratto da <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/normativa/norme-semplici-energie-rinnovabili.shtml?uuid=ba60d9a6-6227-11de-97da-538bdb6d4648&amp;DocRulesView=Libero">il sole 24 ore</a></p>
<p>Stop alla burocrazia autorizzativa e largo alle rinnovabili. Pressato dai rimproveri dell'Unione Europea e dalle sollecitazioni degli operatori il governo si appresta a varare l'atteso decreto sulle nuove &quot;Linee guida per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di elettricit&agrave; da fonti rinnovabili&rdquo;. La bozza &egrave; in mano agli operatori per una consultazione che si dovr&agrave; concludere entro il 3 luglio. Subito dopo &ndash; promette il governo - il varo.<br />
<br />
Le nuove procedure, stando alla bozza, ruoteranno attorno al principio dell'autorizzazione unica e del silenzio-assenso da parte della Regione e della Provincia interessata. Con una decisa &quot;blindatura&quot; dai possibili (per non dire abituali) intralci amministrativi pretestuosi.<br />
Una semplice dichiarazione di inizio attivit&agrave; (Dia) sar&agrave; sufficiente per avviare la realizzazione di impianti eolici fino a 60 kilowatt, fotovoltaici fino a 20 kW, idroelettrici fino a 100 kW, da biomasse fino a 200 kW e da gas di discarica e biogas fino a 250 kW. Entro 15 giorni dalla presentazione dell'istanza gli amministratori locali dovranno in ogni caso verificare la documentazione presentata, comunicando o il via libera all'opera o le eventuali contestazioni sulla documentazione. Trascorso il termine il via libera &egrave; automaticamente acquisito.<br />
<br />
Il testo del decreto prevede esplicitamente un argine alle normative &quot;locali&quot; varate con i piani energetici regionali per limitare o sbarrare la strada agli impianti. Norme che in ogni caso non precludono &ndash; si legge nel testo &ndash; &laquo;l'avvio e la conclusione favorevole del procedimento&raquo;. In questi, e comunque in tutti i casi controversi, le amministrazioni devono convocare entro 30 giorni la Conferenza dei servizi. Nessun margine, oltretutto, per giustificare dilazioni nei tempi con l'eventuale affastellarsi delle richieste: il procedimento di autorizzazione unica dovr&agrave; essere avviato sulla base dell'ordine cronologico di presentazione delle istanze. E nella bozza del provvedimento si sottolinea comunque che &laquo;non possono essere posti in via generale divieti o restrizioni di tipo programmatico per l'utilizzo di determinate fonti rinnovabili, mentre eventuali restrizioni o divieti di utilizzo, nel caso concreto ossia sul singolo progetto, devono fondarsi su criteri di ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalit&agrave; da valutarsi nell'ambito del procedimento amministrativo&raquo;.<br />
<br />
Solo pochi giorni fa gli imprenditori del fotovoltaico associati al Gifi-Anie avevano sottolineato in una nota come i ritardi nella semplificazione normativa stessero producendo un pericoloso rallentamento proprio nelle regioni pi&ugrave; favorevoli al solare ma pi&ugrave; ostiche nella normativa: la Sicilia e la Basilicata. <span style="font-style: italic; font-weight: bold" id="U230845368893QtC">(F.Re.)</span></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=404]]></link>
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	<dc:date>2009-06-26T11:59:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Puglia in Movimento]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Inquesti giorni la Puglia &egrave; al centro dell'attenzione politica per le vicende politiche e non che riguardano il nostro premier.</p>
<p>Ma l'impegno per un mondo migliore, pi&ugrave; pulito e sostenibile trova forza ed energia nelle idee di noi giovani (migranti). Qualche tempo fa ho conosciuto Adriano, un giovane pugliese trasferitosi al Nord alla ricerca di un lavoro, partito con la voglia ed il desiderio un giorno di poter tornare a &quot;casa&quot; con una pi&ugrave; matura professionalit&agrave;. La storia di tanti di noi .. come prosegue&nbsp; quella personale di Adriano la potete leggere in questa breve intervista.</p>
<p>
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<p><strong>Ciao Adriano &egrave; passato un p&ograve; di tempo dalla nostra ultima chiacchierata, come nasce l'idea di Puglia in Movimento?</strong></p>
<div>&nbsp;</div>
<p>Puglia in movimento nasce circa un anno fa quando decisi di partecipare al bando della Regione Puglia &ldquo;Principi Attivi&rdquo;, che prevedeva un finanziamento a fondo perduto per giovani fino a 32 anni di 25mila euro; la  Regione ci ha aiutati moltissimo fin dall'inizio della nostra impresa gi&agrave; nella fase di start up e avendo un tutor per la stesura del progetto. Essa &egrave; stata veramente all'avanguardia per la sua politica.</p>
<p>Decisi quindi di trovare un socio, cercai da internet aprendo un blog e inserendo annunci e mi risposero in tanti, feci un incontro a Molfetta con sei persone provenienti da tutta la regione e alla fine trovai in Danilo Librale un valido aiuto l'unico a perseguire l'idea di un progetto che riguardasse l'innovazione e la sostenibilit&agrave; pronto a rimboccarsi le maniche e cos&igrave; &egrave; stato decidemmo di andare alla fiera di Verona del SolarExpo perch&eacute; all'inizio pensavamo di proporre un progetto che riguardasse l'energia solare sfruttando le mie competenze. Poi il &ldquo;destino&rdquo; ha voluto che ci occupassimo di bici.</p>
<div>&nbsp;</div>
<p><strong><em>Un'idea originale di innovazione e sostenibilit&agrave;, se c'&egrave; Puglia in Movimento siete sicuramente riusciti a trovarla. In cosa consiste?</em></strong></p>
<div><strong><em>&nbsp;</em></strong></div>
<p>Innovazione e sostenibilit&agrave; perch&egrave; la bici elettrica pu&ograve; sostituirsi ai motorini a scoppio in pi&ugrave; essendo un mezzo elettrico potrebbe sfruttare la tecnologia rinnovabile, per cui sostenibile.</p>
<p>La nostra societ&agrave; vende e noleggia bici elettriche a pedalata assistita abbiamo anche i kit di trasformazione per chi ama il fai da te.</p>
<p>Pensiamo che la bici elettrica potrebbe entrare nello scenario di vita attuale in differenti usi specifici: le persone anziane potrebbero avere un valido aiuto oppure chi deve recarsi a lavoro in ufficio potrebbe decidere di andare in bici senza temere il fiatone (e quindi il sudore) oppure tutti i mezzi usati dai pony express potrebbero essere sostituiti dalle bici elettriche.</p>
<p>Un'azienda di Bari ci ha gi&agrave; chiamato (una posta privata) perch&egrave; vorrebbero provare un noleggio lungo delle bici e nel caso rimanessero soddisfatti le sostituirebbero ai motorini che girano in citt&agrave; quindi il pony express diventerebbe bici express.</p>
<p>Il futuro potrebbe vedere avanzare l'uso dell'elettrico come mezzo di spostamento e se immaginiamo che presto le batterie avranno tempi di ricarica molto pi&ugrave; bassi addirittura di qualche minuto &egrave; facile immaginare che per spostarci la nostra societ&agrave; avr&agrave; le colonnine di ricarica al posto delle stazioni di benzina...</p>
<div>&nbsp;</div>
<p><strong>Muoversi senza preoccuparsi di fare il pieno di benzina o gasolio, riducendo tra le altre cose&nbsp;l'inquinamento. E' tutto oro quel che luccica? E'&nbsp;tutto cos&igrave;&nbsp;bello e pulito?</strong></p>
<div><strong>&nbsp;</strong></div>
<p>In effetti non dovremmo preoccuparci di questo... ma il punto dell'inquinamento dipender&agrave; molto dalle nostre scelte e dal mercato. Oggi possiamo decidere di comprare una bici con batteria al piombo oppure (ultima generazione) al litio. La differenza sta nel fatto che quelle al piombo una volte esaurite devono essere dismesse in discarica pertanto non c'&egrave; sostenibilit&agrave; da questo punto di vista, quelle al litio invece hanno la durata della vita molto pi&ugrave; lunga e gli sviluppi attuali tecnologici stanno portando queste batterie a diventare totalmente riciclabili pertanto se la nostra scelta opter&agrave; verso quest'ultimo tipo il mercato dovr&agrave; adeguarsi, queste batterie dalle elevate prestazioni e senza effetto memoria hanno un costo normalmente stimato in 10 volte quelle al piombo.</p>
<div>&nbsp;</div>
<p><strong>Avete idea di quale pu&ograve; essere la ricaduta in termini di occupazione e sviluppo sul territorio? Ci sono altre societ&agrave; come la vostra in Puglia?</strong></p>
<div>&nbsp;</div>
<p>Questa domanda &egrave; simile a quella che mi hanno fatto proprio oggi degli ingegneri ai quali chiedevo di investire tempo e denaro per creare un sistema fatto in provincia di Varese quindi a &ldquo;filiera corta&rdquo; (si fa per dire) di colonnine e pensiline per il bike sharing. Se pensiamo che questi sistemi potremmo svilupparceli in Italia allora si, ovvero dovremmo anticipare i cinesi e sopratutto dovremmo avere pi&ugrave; fiducia nelle giovani idee. Sono certo che altrove non avrei avuto difficolt&agrave; a trovare chi vogli investire in progetti apparentemente arditi solo perch&egrave; nessuno li ha iniziati specialmente se si tratta di idee nuove.</p>
<p>Se ci sono altre attivit&agrave; come la nostra ovvero che trattano nello specifico bici elettriche credo di si ma siamo in pochi ad oggi in Italia, di solito trattano bici el. Chi gi&agrave; le vende oppure si pu&ograve; notare da qualche mese nei centri commerciali l'esposizione di quelle al piombo con costi intorno ai 300 400 euro. Spero che il settore possa espandersi e dare da lavoro presto a tanta gente anche perchp credo che il sistema di movimento elettrico sostituir&agrave; tra non molto quello obsoleto e pi&ugrave; inquinante a carburante.</p>
<p><strong>Mi dicevi che siete gi&agrave; stati contattati da alcune aziende.&nbsp;Sono, secondo te, pi&ugrave; interessate all&rsquo;aspetto economico o al rispetto dell&rsquo;ambiente nel quale operano?</strong></p>
<div>&nbsp;</div>
<p>Nel nostro sistema sono poche quelle realt&agrave; che veramente fanno le loro decisioni in base a un valore pi&ugrave; alto come quello del rispetto dell'ambiente, c'&egrave; molto opportunismo e questa nuova sensibilit&agrave; verde che si sta sviluppando &egrave; sicuramente determinata dal giusto clamore fatto dai media circa le alterazioni climatiche che d'altronde basta vedere giorno dopo giorno senza tv. Quindi se il cliente arriva a pensare che &egrave; giusto salvaguardare l'ambiente, il mercato dovr&agrave; orientarsi secondo le sue scelte. Le aziende che ci hanno contattato credo che vedano di buon occhio le bici elettriche perch&egrave; hanno un mix di positivit&agrave;, dal fatto che sono dei simil-motorini ma non necessitano di bolli/assicurazione/benzina, dall'altro sono coscienti di apparire col marchio verde che fa immagine. Tuttavia trovo ancora lontano il fatto che il valore etico si imponga sul valore mercato...</p>
<p>aggiungo una nota...e intanto stiamo a guardare oltre oceano Obama che parla di energie pulite e investimenti forti, noi ahim&egrave; siamo fermi ancora col pensiero al nucleare o agli inceneritori. Trovo la politica italiana volutamente disattenta a ci&ograve; che il mondo sta andando in contro ovvero a una grande catastrofe ambientale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.pugliainmovimento.com/">www.pugliainmovimento.com</a></p>
<p align="center"><img height="102" align="absmiddle" width="400" src="http://www.pugliainmovimento.com/logonuovo.jpg" alt="" /></p>
</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.giovannicassano.it/dblog/articolo.asp?articolo=403]]></link>
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	<dc:date>2009-06-20T12:27:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giovanni Cassano</dc:creator>
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