…il tempo libero dell’animal laborans non è mai speso altrimenti che nel consumo, e più tempo gli rimane, più rapaci e insaziabili sono i suoi appetiti. Hannah Arendt

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Conto energia, rinnovabili a colloquio con un ingegnere

Inserita da Giovanni Cassano (del 15/06/2007 @ 11:07:55, in Interviste e documenti miei, linkato 7607 volte)

L’Italia e l’UE hanno aderito al protocollo di Kyoto, che prevede una drastica riduzione delle emissioni gas inquinanti e gas serra. L’UE in pratica si impegna a ridurre del 20% le proprie emissioni di gas serra entro il 2020, a realizzare almeno il 20 per cento di consumo di energia con fonti rinnovabili e ad aumentare del 20 per cento l’efficienza energetica. L’Europa sottoscrive un obiettivo di riduzione del 30 per cento entro il 2020 quale contributo a un accordo globale e completo per il periodo post-2012, a condizione che altri paesi sviluppati si facciano carico di analoghe riduzioni e i paesi in via di sviluppo economicamente più avanzati si impegnino a contribuire adeguatamente.

Ho cercato di capire cosa succede nel Salento, facendo quattro chiacchiere con un amico ingegnere: Raffaele Caccioppola, che lavora nel campo da diversi anni.

Quali tecnologie meglio si adattano alle caratteristiche del nostro territorio, sia in termini di potenza elettrica prodotta che di impatto ambientale?

Tralasciando per un momento l’importante aspetto dell’impatto ambientale, il Salento, come l’Italia in genere, paga lo scotto di non avere a disposizione risorse energetiche derivanti da combustibili fossili (petrolio, gas naturale, carbone ecc.). L’effetto di tale carenze è quello di dover importare gran parte dell’energia necessaria al nostro “energivoro” sistema economico e sociale. Le nostre bollette sono fra le più alti in Europa proprio per questo motivo. Il Salento è poi ancor più penalizzato sotto l’aspetto energetico, se si considerano le fonti energetiche rinnovabili “tradizionali”: l’idroelettrico e il geotermico.

Come ci possiamo quindi difendere? Quali sono le caratteristiche intrinseche del nostro territorio che potrebbero consentirci di affrancarci, se non completamente, almeno in parte, dal problema energetico ?

Per posizione e conformazione geografica le energie rinnovabili che possono, anzi dovrebbero, avere sviluppo nel nostro territorio sono quelle solari (termico e fotovoltaico) e l’eolico.

Se mai ce ne fosse bisogno, ai seguenti link è possibile visualizzare gli studi condotti rispettivamente dal CESI e dall’Istituto Europeo per l’Ambiente e la Sostenibilità che dimostrano che il Salento ha caratteristiche che si prestano ottimamente alla produzione da fonte eolica e solare.

Per quelli poco esperti è bene spendere due parole per spiegare in che modo è possibile sfruttare queste risorse naturali. Cominciamo col solare termico. In cosa consiste?

Con il solare termico si utilizza l'energia solare per il riscaldamento di fluidi (come l’acqua). L’energia contenuta nel fluido riscaldato dall’energia solare e’ raccolta dal collettore (costituito da un fascio di tubi) e trasferita in un serbatoio o direttamente laddove deve essere utilizzata grazie a un sistema di circolazione che puo’ essere naturale o forzato.

Nel primo caso (circolazione naturale) l’impianto non contiene alcun elemento elettromeccanico al suo interno, ma e’ l’energia solare a funzionare da motore per far circolare il fluido naturalmente. Nel secondo caso (circolazione forzata) il fluido e’ mosso da una pompa di circolazione. Il solare termico è utilizzato solitamente per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento delle piscine, il riscaldamento degli ambienti domestici mediante integrazione con gli impianti termici tradizionali.

La scelta tra impianto a circolazione naturale o forzata dipende principalmente dalla possibilità o meno di installare il serbatoio di accumulo dell’acqua ad un livello piu’ alto rispetto ai pannelli solari. Nel caso sia possibile, si puo’ realizzare un impianto a circolazione naturale, altrimenti l’unica alternativa e’ l’impianto a circolazione forzata.

Il dimensionamento, come per qualunque altro impianto solare, dipende dalle necessita’ di utlizzazione, dalle superfici disponibili per l’installazione dei pannelli e la loro inclinazione, le condizioni climatiche, ecc.

Per la produzione di acqua calda per usi domestici, con pannelli esposti a sud, una stima ragionevole e’ di 1 pannello (mediamente di 2 mq) ogni 2 persone.

In cosa consiste invece il Solare Fotovoltaico?

Con questa tecnologia possiamo invece convertire l'energia solare direttamente in energia elettrica utilizzando la proprietà di alcuni materiali come il silicio, i quali, “stimolati” dalla radiazione solare che li colpisce, reagiscono producendo energia elettrica.

Le celle fotovoltaiche sono assemblate elettricamente e meccanicamente, dando vita ai pannelli fotovoltaici.

Questi ultimi vengono installati in modo da essere esposti direttamente ai raggi solari (tetti di abitazione, terrazzi, cortili) e preferibilmente verso sud in modo da massimizzare la radiazione solare captata L’energia elettrica prodotta dai moduli fotovoltaici è in continua, a differenza di quella che l’Enel fornisce alle nostre abitazioni, che è alternata e alla frequenza di 50 Hz. Prima che questa energia possa essere usata per i nostri scopi, occorre convertirla in alternata mediante un dispositivo chiamato “inverter”.

Gli impianti che attualmente sono incentivati dallo Stato tramite il Conto Energia sono connessi alla rete Enel. L’energia elettrica prodotta viene misurata da un contatore e “riversata” sulla rete di distribuzione. In altre parole la rete di distribuzione dell’Enel funge da batteria di accumulo che immagazzina l’energia quando viene prodotta e rappresenta un credito che acquisiamo nei confronti dell’Enel e che utilizziamo quando ci occorre.

Quali tipologie di pannelli fotovoltaici sono commercialmente disponibili?

I moduli fotovoltaici sono realizzati in silicio. E’ un elemento molto diffuso in natura ed è facilmente reperibile. Purtroppo per poter essere utilizzato per questi scopi deve raggiungere un elevato grado di purezza e i processi industriali che lo rendono adeguato alla produzione di energia elettrica sono molto costosi. Gli attuali incentivi hanno anche l’obiettivo di far aumentare la domanda e calmierare i prezzi stimolando le imprese nella ricerca di processi di produzione più economici.

Le tecnologie più comuni sono:

  • Silicio monocristallino, che utilizza silicio purissimo, con atomi perfettamente allineati che garantiscono la massima conducibilità e la maggiore resa. Per la produzione di moduli fotovoltaici in silicio monocristallino si utilizzano gli scarti dell’industria elettronica. La resa dei pannelli in silicio monocristallino è dell’ordine del 14-17%. La durata è dell’ordine dei 25-30 anni.

  • Silicio policristallino, con monocristalli di silico aggregati con forme e orientamenti diversi. Proprio a causa del fatto che i cristalli non sono perfettamente allineati, la resa è leggermente inferiore rispetto al silicio monocristallino ed è dell’ordine del 12-14%. La durata è dello stesso ordine di grandezza del silicio monocristallino.

  • Silicio amorfo o a film sottile, che non ha struttura cristallina e i cui atomi vengono deposti chimicamente in ordine casuale senza alcun allineamento (struttura amorfa), utilizzando quantità di silicio molto basse. La resa è piuttosto bassa ed è dell’ordine del 4-6%. Il silicio amorfo è una tecnologia giovane ed ha sicuramente margini di miglioramento. A mio parere però non è ancora conveniente ed è relegata a pochi casi in cui si privilegia l’aspetto architettonico alla resa elettrica.

Quanta superficie occupano i pannelli fotovoltaici?

Lo spazio occupato dai moduli fotovoltaici dipende principalmente dal tipo di pannelli (monocristallino, policristallino, amorfo). I pannelli fotovoltaici monocristallini installati su tetto inclinato occupano circa 8 m² per kWp mentre per quanto riguarda i tetti piani lo spazio occupato è pari a circa 16 m² per Kwp.

Concludiamo con l’energia eolica. Come possiamo produrre energia elettrica sfruttando questa fonte?

Un impianto eolico converte in energia elettrica l’energia cinetica posseduta dal vento. L'aria, entrando in contatto con le pale opportunamente sagomate di tale dispositivo (lo studio aerodinamico delle pale ricalca molto quello delle ali di un aeroplano), lo mette in rotazione generando energia, che viene direttamente convertita in energia elettrica.

Gli impianti eolici sono generalmente installati in aree molto ventose, raggiungono potenze di vari MW, sono caratterizzati da molte turbine affiancate e di notevoli dimensioni. Sono di impatto ambientale non trascurabile dal punto di vista paesaggistico ed hanno lo svantaggio di produrre un inquinamento acustico rilevante e penalizzate per la popolazione locale. Per questo motivo la scelta del sito di installazione dovrebbe essere fatta con estrema cautela. Un tipico esempio è il parco eolico di Surbo di recente installazione, perfettamente visibile (molti dicono purtroppo) dalla tangenziale est di Lecce.

Un discorso a parte merita invece il mini-eolico. Un impianto mini-eolico è costituito da generatori di piccole dimensioni (il diametro varia tipicamente tra 1,30 e 4 metri, 20/25 m d’altezza), costituito da materiali leggeri, con pale e dispositivi di conversione adatti alle basse velocita’ di rotazione dei venti cittadini, e che raggiungono generalmente poche decine di kW.

Gli impianti mini-eolici occupano poi spazi relativamente ristretti per cui possono essere installati in aree già utilizzate per coltivazioni o scarsamente utilizzate, senza modificare la destinazione d’uso del terreno.

La rumorosità dipende dalla tipologia, dalle dimensioni e dalle loro caratteristiche degli impianti.

In generale le pale ad asse verticale sono più silenziose di quelle ad asse orizzontale; per queste ultime e’ consigliabile un’installazione ad una distanza dall’abitazione non inferiore ai 40-50 m.

E’ comunque importante tenere anche in considerazione gli aspetti di sicurezza per persone, animali o altre edifici legati alle rotazioni e alle necessità di orientamento delle pale. Anche il mini-eolico può essere impiegato sia come sistema autonomo o collegato alla rete elettrica in modalità di scambio col gestore della rete nazionale (prevista per impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza massima di 20 kW).

Gli impianti eolici sono attualmente incentivati col meccanismo dei certificati verdi. Il Conto Energia non è previsto attualmente per l’incentivazione degli impianti eolici.

In cosa consiste il conto energia?

Il Conto Energia è una nuova forma di incentivo per la promozione e lo sviluppo della tecnologia fotovoltaica. Gli impianti fotovoltaici sono purtroppo caratterizzati attualmente da alti costi iniziali (circa 6500-7000 euro/kWp). Se la diffusione di questo tipo di impianti fosse lasciata al mercato, senza alcun tipo di incentivo, gli impianti che verrebbero installati sarebbero ben pochi e limitati.

Prima di spiegare in cosa consiste in Conto Energia è bene fare una piccola premessa:

in passato gli impianti fotovoltaici sono stati incentivati dallo Stato italiano con finanziamenti in conto capitale, cioè con finanziamenti a fondo perduto che coprivano una percentuale dell’investimento iniziale (si pensi ad esempio al programma “10.000 tetti fotovoltaici”).

Tali programmi di incentivazione non hanno prodotto, per varie ragioni, risultati apprezzabili. Da qui è nata la necessità di cambiare forma di incentivazione allineandoci al resto dei paesi europei (in Germania una forma di Conto Energia molto simile alla nostra ha prodotto e sta producendo ottimi risultati).

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DM 28 luglio 2005 nasce la prima forma di Conto Energia in Italia.

Il Decreto 19/02/2007 ha ridisegnato il meccanismo incentivante rendendolo più semplice ed efficace e lo ha dotato di “gambe più robuste”.

Con questa nuova forma di incentivazione lo Stato invece di coprire una percentuale della spesa iniziale sostenuta dal cittadino che sceglie di installarsi un impianto fotovoltaico, “premia” l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico per i successivi 20 anni dalla data di installazione, pagando tutti i kWh prodotti ad una tariffa dipendente dalla taglia dell’ impianto e dal tipo di installazione che può essere integrata, parzialmente integrata, o non integrata dal punto di vista architettonico.

I beneficiari delle tariffe incentivanti del Conto Energia possono essere cittadini privati, aziende, enti pubblici, condomini ed associazioni. A tali tariffe potranno accedere esclusivamente impianti fotovoltaici di potenza nominale tra 1 e 1000 kW.

La seguente tabella chiarisce quali sono le tariffe con cui si accede al Conto Energia:

Potenza Impianto

Non integrati

Parzialmente Integrati

Integrati

Da 1 a 3 kWp

0,40

0,44

0,49

Da 3 a 20 kWp

0,38
0,42

0,46

Maggiore di 20 kWp

0,36

0,40

0,44

Le installazioni integrate architettonicamente sono quelle in cui i pannelli, oltre a produrre energia elettrica, svolgono una vera e propria funzione di copertura. L’installazione su tetto inclinato in cui i pannelli sostituiscono le tegole o i coppi è una tipica installazione integrata.

Le installazioni parzialmente integrate sono quelle in cui i pannelli sono sovrapposti alla superficie di copertura e sono complanari ad essa.

Infine l’installazione non integrata è quella in cui i pannelli sono installati su cortili, terrazze e tetti piani mediante semplici cavalletti.

I proventi derivanti dal Conto Energia non sono gli unici. Occorre considerare infatti che la remunerazione degli impianti fotovoltaici è una partita che si gioca su due tavoli:

Da una parte c’è il GSE che paga, per conto dello Stato, i kWh prodotti secondo lo schema anzidetto. Questo sarebbe il vero e proprio Conto Energia fin qui descritto.

Al secondo tavolo la partita la si gioca con l’Ente distributore dell’energia elettrica (ad esempio l’Enel) che usualmente ci vende l’energia elettrica che noi consumiamo per i nostri scopi. Installando un impianto fotovoltaico i ruoli si invertono, e quindi saremo noi a vendere l’energia che il nostro impianto produce.

Se l’impianto realizzato è di una potenza inferiore a 20 kW l’allaccio alla rete Enel del nostro impianto potrà essere in regime di SCAMBIO SUL POSTO.

Secondo tale meccanismo, l’energia prodotta viene riversata sulla rete elettrica. Quella che consumiamo costituirà un debito contratto con l’Enel. Quella che produciamo costituirà un credito. A fine anno, facendo un bilancio, gli eventuali debiti verranno pagati con la tradizionale bolletta, mentre gli eventuali crediti verranno riportati all’anno successivo e varranno per i successivi 3 anni. Allo scadere dei 3 anni i crediti contratti saranno annullati automaticamente. Questo “scambio” di crediti e di debiti avviene ad una tariffa che è quella di mercato, cioè quella secondo la quale noi paghiamo l’energia all’Enel (in media 0.18 euro/kWh).

Ricapitolando, in regime di scambio sul posto i proventi derivanti dall’impianto fotovoltaico installato sono:

  1. Quota Conto Energia derivante dalla remunerazione dei kWh prodotti dall’impianto, calcolata in funzione della tariffa spettante (in relazione alla taglia e al tipo di integrazione architettonica)

  2. Risparmio conseguito grazie all’autoproduzione dell’energia elettrica.

Va da se che con il regime di scambio sul posto è preferibile dimensionare l’impianto in base ai reali consumi in modo da massimizzare i proventi derivanti da questo tipo di meccanismo.

Un impianto sovradimensionato rispetto ai consumi renderà inutili i crediti che si accumuleranno di anno in anno.

Un impianto sottodimensionato rispetto ai consumi determinerà sicuramente una diminuzione della bolletta elettrica, ma non riuscirà ad azzerarla. Rimane comunque una scelta valida per la quale si può optare in base alle risorse finanziarie che si vogliono destinare a questo tipo di investimento.

Una seconda opzione per la quale si può optare è quella del regime di vendita (obbligatoria per impianti di potenza maggiore di 20 kW). In questo caso la persona fisica o giuridica (qualora si tratti di una piccola o media impresa) che sceglie di installare un impianto di tali dimensioni diventa a tutti gli effetti un “produttore” di energia elettrica.

I proventi derivanti dal regime di vendita possono essere così riassunti:

  1. Quota Conto Energia derivante dalla remunerazione dei kWh prodotti dall’impianto, calcolata in funzione della tariffa spettante (in relazione alla taglia e al tipo di integrazione architettonica)

  2. Risparmio conseguito grazie all’autoproduzione dell’energia elettrica.

  3. Vendita dell’energia prodotta in eccesso.

Per aumentare la resa è possibile dotare l’impianto di inseguitore, ovvero di un dispositivo che rende possibile la variazione dell’orientamento e/o dell’inclinazione dei pannelli in modo da massimizzare l’energia solare captata. La resa dell’impianto dotato di inseguitore aumenta di circa il 20% ma di contro aumentano i costi di installazione e per la manutenzione dell’impianto che, in assenza di questo dispositivo, sono quasi nulli essendo l’impianto fotovoltaico autosufficiente.

Costi aggiuntivi sarebbero legati solo ad eventi calamitosi o vandalici. Se si considera che i moduli vengono sottoposti a test di resistenza alla grandine (anche di grosse dimensioni), installando pannelli certificati da enti internazionali, così come prescrive la legge,il rischio di costi aggiuntivi è praticamente nullo. In più c’è la possibilità di assicurare i pannelli contro eventuali danneggiamenti di origine atmosferica e furti.

I pannelli fotovoltaici vanno comunque incontro a un fiosologico processo di invecchiamento che determina una diminuzione del loro rendimento.

Secondo il nuovo Conto Energia il produttore di pannelli fotovoltaici deve garantire che la resa rimanga entro l’80% in un arco di tempo di 20 anni, che equivale a dire che la diminuzione di rendimento per invecchiamento deve essere contenuta entro l’1% l’anno.

Supponiamo di voler installare dei pannelli fotovoltaici sul tetto di una civile abitazione di circa 90mq occupata da una famiglia i cui consumi sono quelli di una famiglia media italiana composta da 4 persone, mi riesci a convincere con pochi conti che è conveniente realizzarlo?

Il consumo annuo di una famiglia di 4 persone possiamo ritenerlo uguale a circa 4200 kWh corrispondete a una bolletta media annua di
4200 kWh x 0.18 €/kWh=756 €/anno.

Supponiamo di voler installare sul terrazzo di questa abitazione un impianto da 3 kWp, in regime di scambio sul posto.

L’impianto occuperà una superficie di circa 40 metri quadrati.

La producibilità media annua di questo impianto, alle nostre latitudini sarà di circa 1350x3=4050 kWh/anno, leggermente inferiore quindi ai consumi di questa famiglia presa ad esempio. Pertanto, il proprietario dell'impianto di Lecce riceverà dal GSE 4050 x 0,40 = 1.620 €/anno per 20 anni.

La producibilità varia a secondo della latitudine del sito di installazione quindi evidentemente gli impianti fotovoltaici sono più redditizi al Sud Italia piuttosto che al Centro o al Nord.

Consideriamo ora il meccanismo dello scambio sul posto: i risparmi derivanti dall’autoproduzione dell’energia elettrica saranno

4050 kWh x 0.18 0.18 €/kWh = 729 € (0.18 € è il prezzo medio dello “scatto” del contatore che abbiamo istallato in casa).

In totale quindi, sommando la cifra corrisposta dal GSE e il risparmio in bolletta derivante dall’autoproduzione, il guadagno è di
1620 € + 729 € = 2349 €/anno.

La producibilità annua dell’impianto non è esattamente uguale ai consumi quindi la famiglia media presa ad esempio continuerà a pagare in bolletta circa 150 kWh x 0.18 €/kWh = 27 euro, una cifra irrisoria rispetto alle bollette precedenti.

Vediamo allora che cosa succede in 20 anni:
In 20 anni, il guadagno del Conto Energia + il risparmio sulla bolletta sono:
(1620 € + 729 €) x 20 anni = 46980 €
Questo è un ragionamento semplificato che non tiene conto dei prevedibili aumenti della bolletta elettrica (più le bollette diventeranno salate più conveniente sarà installare un impianto fotovoltaico capace di coprire i consumi) e dell’inevitabile diminuzione della resa dei moduli dovuti all’invecchiamento, ma fornisce comunque una stima attendibile.

Tenendo presente che il costo di un impianto da 3 kWp si aggira intorno ai 20.000 € (IVA e installazione compresa), ci rendiamo conto che l’investimento, allo scadere del Conto Energia, è più che raddoppiato. Inoltre l’impianto continuerà ugualmente a produrre energia elettrica allo scadere del Conto Energia, avendo una vita media di 25-30 anni, determinando un ulteriore guadagno.

Si può concludere dicendo che alle nostre latitudini si rientra con l’investimento in circa 8-9 anni e lo si raddoppia prima ancora che scada il Conto Energia.

Per quanto riguarda i benefici ambientali basta dire che per produrre un kWh elettrico vengono bruciati mediamente l'equivalente di 2,56 kWh sotto forma di combustibili fossili e di conseguenza emessi nell'aria circa 0,53 kg di anidride carbonica (CO2). Si può dire quindi che ogni kWh prodotto dal sistema fotovoltaico evita l'emissione di 0,53 kg di anidride carbonica. L’impianto esaminato permetterebbe di evitare circa 53 tonnellate di CO2 in 25 anni di funzionamento!

Molti contestano il fatto che non tutti hanno da investire 20.000 € e quindi questi incentivi sono riservati solo a coloro che hanno disponibilità economiche tali da poter sostenere questa spesa. In realtà, da quando è entrato in vigore il Conto Energia, diversi istituti di credito (posso citare a titolo di esempio BancaEtica) hanno predisposto finanziamenti ad hoc per questo tipo di investimenti a tassi agevolati.

I finanziamenti di solito hanno durata variabile da 10 a 12 anni. La convenienza di questo tipo di finanziamenti sta nel fatto che per la durata del finanziamento stesso possiamo coprire la rata dovuta all’istituto di credito con i proventi derivanti dal Conto Energia.

Rimane, per la durata del finanziamento, il vantaggio di azzerare, o al limite di ridurre drasticamente, la bolletta elettrica.

Questo tipo di finanziamenti sono a rischio praticamente nullo essendo certa la produzione di energia elettrica da parte dell’impianto.

Quali le maggiori difficoltà incontrate nel momento in cui si propongono soluzioni tecnologicamente innovative come queste delle fonti rinnovabili?

Le difficoltà sono soprattutto di ordine culturale e di scarsa lungimiranza, sia per quanto riguarda gli impianti delle abitazioni residenziali, sia per quanto riguarda i grossi impianti destinati alla produzione di energia elettrica.

A livello residenziale, molte soluzioni energeticamente efficienti (e quindi convenienti nel medio e nel lungo periodo sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista ambientale) quali ad esempio un impianto termico funzionante a bassa temperatura, un impianto a pannelli radianti, impianto termico solare o fotovoltaico, hanno costi di installazione superiori rispetto ai vecchi canoni secondo i quali si progettavano e si realizzavano le abitazioni e gli impianti annessi.

Molto spesso i clienti rispondono negativamente quando gli si propongono queste soluzioni progettuali. Si assiste a grottesche contraddizioni quale ad esempio quella di esigere “piastrelle griffate” pagate a peso d’oro e che non comportano nessun guadagno economico e nel contempo quella di respingere l’ipotesi di installazione di una semplice caldaia a condensazione che produrrebbe sicuri vantaggi economici avendo rendimenti più alti rispetto alle caldaie tradizionali.

Quel che è più grave è che lo stesso atteggiamento lo riscontro anche fra colleghi che non si occupano di impiantistica.

Progettare un’abitazione, al giorno d’oggi, dovrebbe significare occuparsi contestualmente sia dell’aspetto architettonico e strutturale dell’abitazione, non tralasciando l’importantissimo aspetto dell’isolamento termico, sia degli aspetti impiantistici, scegliendo le soluzioni che meglio si adattano al tipo di costruzione che si va a realizzare.

Ho citato l’isolamento termico dell’edifici non a caso, essendo questo un fattore determinante per il conseguimento di buoni standard di efficienza energetica. Più isolata è una casa dal punto di vista termico, meno sarà l’energia necessaria per riscaldarla in inverno e raffrescarla durante l’estate. Un vecchio detto che è d’uso fra gli energy managers dice che non esiste energia più pulita di quella che non si consuma.

Il risparmio il primo obiettivo da conseguire.

Un discorso a parte meritano invece gli impianti di grossa taglia che producono energia da fonte rinnovabile.

Gli impianti eolici, tanto di moda e tanto contestati in questi ultimi tempi offrono un tipico esempio ti quanto male venga trattato questo delicato problema.

A titolo personale posso dire che, se da un lato queste contestazioni sono molto spesso legittime e giustificate per la scelleratezza con la quale vengono scelti i siti di installazione e per lo scarso coinvolgimento della pop zione, dall’altro occorre anche denunciare “l’ambientalismo d’assalto” di alcuni che pongono veti qualunque sia il progetto oggetto di discussione.

Gli impianti eolici off-shore, cioè installati in mare aperto e lontano quindi dai centri abitati possono essere un valido compromesso. La via maestra da seguire dovrebbe essere sempre quella del buon senso, del rispetto delle regole, e dell’informazione. Molto spesso non è così e le amministrazioni pubbliche attuano scelte doppiamente dannose sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista politico e sociale, radicalizzando lo scontro fra i sostenitori dell’una o della parte.

Recapiti di Raffaele Caccioppola:
Via Clemente Potenza, 45 Alessano (Lecce)
cell. 347 / 14 90 538


 
# 1
Ciao,complimenti per il tuo dblog e soprattutto per il tuo interesse verso l'energia alternativa.Permettimi di farti una domanda...perchè l'energia fotovoltaica costa acnora così tanto? per 3kw ci vogliono quasi una ventina di pannelli al prezzo di circa 20.000,00 €...per me troppo! incentivi statali? ottima cosa...ma i 20.000,00 € li devo tirare fuori subito io. Un bel pò di anni fa ho visto in Tv una cittadina americana completamente a anergia solare (lampioni,semafori,ecc ecc),questo per dire che,se si vuole si possono fare grandi cose per il risparmio energetico...a me sembra che per svariati motivi di interessi (vedi petrolio) non si fanno. Ciao e complimenti ancora.
Inserita da  Alessandro  (inviato il 19/06/2007 @ 11:02:03)
# 2
Il costo del fotovoltaico è ancora elevato a causa dei processi tecnologici necessari per la loro produzione. Il silicio, che è il materiale base, pur essendo molto diffuso e facilmente reperibile, deve avere elevati gradi di purezza e deve essere sottoposto a particolari processi (ad esempio il drogaggio, cioè l'aggiunta di atomi di boro o fosforo). GLi attuali incentivi hanno anche lo scopo di stimolare la ricerca nella produzione di moduli con costi inferiori. Non credo che dietro ai costi elevati del fotovoltaico ci possano essere lobby petrolifere. Anche i produttori di celle fotovoltaiche possono formare lobby e come per il petrolio, anche le fonti rinnovabili e il risparmio energetico possono diventare business. Ma ci vuole uno sforzo culturale da parte di tutti perchè ciò avvenga. Le fonti rinnovabili sono come piante da far crescere in mezzo alle erbacce. Se si smette di curarle e di stimolarne la crescita appassiscono. Se le si curano, col
Inserita da  Raffaele Caccioppola  (inviato il 19/06/2007 @ 16:04:08)
# 3
...Continua dal commento precendente:
Se le si curano, col tempo daranno frutti sperati.
Ciao Alessandro
Inserita da  Raffaele Caccioppola  (inviato il 19/06/2007 @ 16:07:34)
# 4
Vi segnalo una petizione sulla spazzatura:

http://ecologic3d.blog.tiscali.it/tm3298820/

chi è d'accordo può partecipare firmandola
Inserita da  Ecologic3d  (inviato il 22/06/2007 @ 13:20:49)
# 5
vi consiglio di leggere quest'ottima e completa guida al conto energia:

http://www.pienosole.it/conto-energia/
Inserita da  tetto fotovoltaico impianto  (inviato il 21/07/2007 @ 12:34:50)
# 6
Letta la guida, molto ben fatta!
Inserita da  pannelli fotovoltaici  (inviato il 05/08/2007 @ 10:41:02)
# 7
L'azienda future energy offre soluzioni interessanti alla prospettiva di sviluppo degli impianti fotovoltaici per privati e aziende, per informazioni sugli incentivi consultare il sito www.futureenergy.it
Inserita da  mattia  (inviato il 07/08/2007 @ 17:42:17)
# 8
A questo link trovate una chiara descrizione del Conto Energia per la produzione di energia da Fonti Rinnovabili con Pannelli Solari Fotovoltaici
Inserita da  Conto Energia  (inviato il 20/08/2007 @ 17:59:20)
# 9
IMPIANTI FOTOVOLTAICI AD ALESSANO: se siete interessati ad avere il vostro impianto fotovoltaico chiavi in mano contattatemi:

cel. 3484060560
www.sunsystem.it
Inserita da  Alessandro Torsello  (inviato il 06/03/2008 @ 22:50:29)
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