La “green economy” per gli ambientalisti salentini è pericolosa, produce danni all’ambiente, tanto da arrivare a parlare di un pericolosissimo neo-colonialismo energetico. E così vengono sprecate “energie” per le vere lotte che si dovrebbero fare a difesa del territorio e dei cittadini.
La foto del
campo fotovoltaico di Soleto, non lascia dubbi di interpretazione: chi scrive ha del risentimento (probabilmente personale), la fotografia è scattata in prossimità dei pannelli fotovoltaici. Non è semplice avvicinarsi in quel modo, ragion per cui molto probabilmente è stata scattata da qualche addetto alla sicurezza o forse da qualche tecnico o operaio mal pagato, ma queste sono solo mie personali supposizioni. L'idea più originale a cui riesco a pensare è che ci sia un nuovo Fabrizio Corona, che armato di teleobiettivo va a rubare momenti di privacy nell’accoppiamento tra i caldi raggi solari e la superficie scura e un po’ ruvida di un pannello fotovoltaico, incurante dei sistemi di videosorveglianza e di allarme installati a proteggere investimenti di milioni di euro.
Il problema, per gli ambientalisti salentini sembra essere che i campi fotovoltaici deturpino in modo irreparabile le campagne abbandonate non solo dai nostri genitori, ma addirittura dai nostri nonni (spesso costretti ad emigrare per guadagnare il necessario per la propria famiglia). Certo è risaputo i salentini sono cittadini poco attenti in generale ed in modo particolare ai propri interessi economici, anzi sono proprio degli sprovveduti proprietari terrieri, grossi latifondisti che vendono e affittano le proprie proprietà che valgono oro per pochi spiccioli alle grandi multinazionali. Ed in tanto negli anni passati si sono guadagnati un posto d'onore con le costruzioni abusive. La realtà, almeno quella che vivo quotidianamente mi sembra una altra: ci sono aziende salentine che non riescono ad avere il tempo per soddisfare le richieste di preventivi per realizzare le strutture in acciaio zincato di sostegno ai pannelli fotovoltaici, così come quelle che fanno le recinzioni, ed immagino che la stessa cosa valga per elettricisti riconvertiti all'energie rinnovabili. Ma questi sono sicuramente dei raccomandati, piccole aziende piazzate lì dalle multinazionali dell’energia.
E così mentre a
Dobbiaco si parla di autarchia energetica per la provincia di Bolzano, da noi si continuano a portare avanti battaglie sbagliate.
Nel frattempo, a causa della crisi finanziaria, c'è anche chi è costretto alle “ferie” forzate, come i dipendenti di
Edipower di Brindisi, non c’è niente per cui esultare da questa notizia,
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